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...Rapina, tre fermi
18/08/2005
CERIGNOLA «Sì,
siamo noi i rapinatori. Abbiamo fatto una
sciocchezza: eravamo in auto e ci è venuto
in mente di rapinare la prima banca che
trovavamo, era la "Carime" di Zapponeta».
Hanno confessato due dei tre presunti
responsabili (e il terzo farà lo stesso
quando verrà sentito nelle prossime ore dal
gip) della rapina in banca compiuta la
mattina dell'8 agosto quando un bandito a
volto coperto ed armato di taglierino
sfregiò al volto un cassiere, s'impossessò
di 8500 euro e fuggì con due complici a
bordo di una «Ford Focus» in direzione di
Cerignola. Proprio partendo dall'auto usata
per la fuga, in uso ad uno degli indiziati,
i carabinieri hanno identificato i tre
presunti rapinatori. I tre arrestati I tre
indiziati sono cerignolani fermati dai
carabinieri del nucleo operativo della
compagnia di Manfredonia. Francesco Grieco,
18 anni, studente incensurato, ritenuto
l'esecutore materiale della rapina; e il
concittadino B.G. di 17 anni, già arrestato
in dicembre per un'altra rapina in banca,
ritenuto il «palo», erano stati fermati tre
giorni fa (la notizia è stata tenuta segreta
dagli investigatori che erano sulle tracce
del terzo indiziato). Samuele Mininno, 18
anni, incensurato, ritenuto il conducente
dell'auto usata per la fuga, si è costituito
l'altra mattina ai carabinieri di
Manfredonia accompagnato dal suo legale,
l'avvocato Rosario Marino, in quanto sul suo
capo pendeva un'ordinanza di custodia
cautelare emessa dal gip del Tribunale di
Foggia Enrico Di Dedda su richiesta del pm
Lidia Giorgio. Anche Mininno ammetterà le
proprie responsabilità quando verrà sentito
dal giudice. Uno è già fuori Grieco, difeso
dall'avvocato Francesco Santangelo,
nell'interrogatorio di convalida del fermo
ha confessato ed ha ottenuto dal gip gli
arresti domiciliari considerato lo stato d'incensuratezza.
Anche il minorenne, pure assistito dall'avv.
Santangelo, ha ammesso il coinvolgimento nel
colpo a mano armata ma resta detenuto al
carcere minorile Fornelli per il precedente:
era stato infatti messo alla prova (in caso
di un buon comportamento il reato viene
cancellato) dal Tribunale per i minori per
la rapina tentata il 21 dicembre scorso in
una banca di Stornarella quando venne
inseguito e arrestato dai carabinieri. Soldi
«spariti» I tre giovani hanno confessato, ma
del bottino non c'è traccia. Grieco ha
raccontato d'essersi spaventato dopo la
rapina per aver ferito un bancario (lui dice
inavvertitamente, i carabinieri ritengono
che l'abbiano volutamente sfregiato) e
d'aver messo i soldi in una busta lasciata
vicino a un cancello a Ippocampo: in seguito
lui e gli amici non sono più tornati a
recuperare il denaro. Le indagini Il punto
di partenza delle indagini - ha spiegato
ieri in conferenza stampa a Foggia il
tenente Luigi Vaglio che dirige il nucleo
operativo della compagnia di Manfredonia - è
stata la testimonianza di un passante che
aveva notato nei pressi della banca in
concomitanza della rapina una «Ford Focus».
Secondo la ricostruzione dell'accusa,
confermata dalle confessioni, Grieco è
entrato in banca con una calza sul volto (ci
sono le immagini del rapinatore) e col
taglierino ha ferito al volto un impiegato
ferendosi a sua volta ad una mano. Presi i
soldi dalle casse, è scappato con la «Ford
Focus» guidata da Mininno e dov'era salito
anche il minorenne che faceva da «palo»
durante la rapina. L'inseguimento I tre
giovani si sono fermati inizialmente a Scalo
dei Saraceni dove Grieco è sceso, mentre
Mininno e il minorenne hanno proseguito
dirigendosi verso Cerignola con la «Ford
Focus», intercettata poco dopo dai
carabinieri: è iniziato un inseguimento e i
due indiziati sono riusciti inizialmente a
far perdere le proprie tracce. I carabinieri
hanno accertato che la «Ford Focus» -
ritrovata dopo due giorni abbandonata in un
casolare - non era rubata ed era in uso a
Mininno. Hanno ricostruito i suoi movimenti
il giorno della rapina, con chi si era
incontrato e così - è stato spiegato ieri
mattina in conferenza stampa - si è risaliti
anche a Grieco ed al minorenne, i primi due
a essere rintracciati e fermati.
(da "La
Gazzetta del Mezzogiorno" del 18/08/2005)
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